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martedì 5 luglio 2011

Concorrenza - Concorrenza sleale e limitazioni della concorrenza

Concorrenza - Concorrenza sleale e limitazioni della concorrenza
La Costituzione afferma il principio della libertà dell’iniziativa economica privata consentendo a qualsiasi persona di diventare un imprenditore e svolgere un’attività economica.
Di regola, la concorrenza tra gli imprenditori è libera, ma deve svolgersi nel rispetto di alcune regole e di alcuni limiti stabiliti dalla legge a tutela di interessi generali.
La concorrenza sleale
Un’impresa non può sottrarre i clienti o diminuire i profitti di altre imprese con atti di concorrenza sleale.
ATTI DI CONCORRENZA SLEALE: tutti gli atti o i comportamenti con i quali un imprenditore si avvantaggia in modo illecito a danno dei concorrenti.
La legge reprime la concorrenza sleale nell’interesse degli altri imprenditori perché vieta soltanto i comportamenti che possono danneggiare altre imprese.
Sono considerati atti di concorrenza sleale:
• ATTI IDONEI A CREARE CONFUSIONE: creando confusione tra i consumatori con i prodotti e/o con l’attività dei concorrenti in modo tale da sfruttarne il successo commerciale.
- Uso di segni distintivi confondibili: (ditta, insegna, marchio). Tali da ingannare il pubblico riguardo alla natura o alla provenienza dei prodotti di un’impresa;
- Imitazione servile: consistente nel copiare la forma o le caratteristiche del prodotto di un’altra impresa (beni identici a quelli di marca);
- Concorrenza parassitaria: quando un’impresa imita in modo sistematico tutte le iniziative di un’impresa concorrente.
• ATTI DI DENIGRAZIONE: con i quali un imprenditore diffonde notizie o apprezzamenti diretti a screditare l’attività e i prodotti dei concorrenti.
Perché ricorra un atto di concorrenza sleale è necessaria la diffusione, cioè la comunicazione a più persone.
• ATTI DI VANTERIA: consistenti nell’appropriarsi dei pregi e/o delle caratteristiche dei prodotti di un’impresa concorrente (pubblicità per riferimento).
Sono considerati atti di concorrenza sleale, tutti gli altri atti contrari ai principi della correttezza professionale e idonei a danneggiare altre imprese.
Fra questi atti rientrano:
• STORNO DI DIPENDENTI: consistenti nella sottrazione sistematica del personale di un’impresa concorrente;

• SPIONAGGIO: spionaggio industriale o commerciale e la sottrazione di segreti di fabbrica;
• BOICOTTAGGIO: quando un’impresa grande si mette d’accordo con i fornitori affinché applichino delle condizioni più gravose.
• DUMPING: vendita di un prodotto sottocosto, per far uscire dal mercato una o più imprese concorrenti.
L’imprenditore che ha subìto un atto di concorrenza sleale può chiedere al giudice di ordinare:
• Cessazione del comportamento illecito e l’astensione per il futuro da atti simili (AZIONE INIBITORIA);
• Rimozione degli effetti dell’atto compiuto;
• Risarcimento danni, soltanto se vi è stato dolo o colpa.
La legge stabilisce una presunzione relativa di colpa a carico di chi ha posto in essere un atto di concorrenza sleale. È quindi compito dell’imprenditore dimostrare che non ha avuto né dolo né colpa (INVERSIONE LEGALE DELL’ONERE DELLA PROVA).
Le limitazioni della concorrenza
Limitazioni convenzionali della concorrenza
LIMITAZIONI CONVENZIONALI DELLA CONCORRENZA: derivano da un accordo stipulato dagli imprenditori interessati, che escludono o riducono la concorrenza tra loro.
• INTESE E CARTELLI: gli accordi tra imprese possono essere semplici intese, quando due o più imprenditori si impegnano a non farsi concorrenza in un determinato settore; oppure veri e propri cartelli, quando due o più imprenditori si obbligano a osservare determinate regole comuni allo scopo di ridurre la concorrenza.
• PATTO DI NON CONCORRENZA: deve rispettare alcuni limiti inderogabili, quali:
- Deve essere redatto con un atto scritto, ma soltanto ai fini della prova dell’accordo (non può essere provato per testimoni);
- Deve riguardare una zona o un’attività determinata;
- Non può avere una durata superiore a 5 anni.
Nel caso di violazione del patto di non concorrenza, l’imprenditore è responsabile verso gli altri imprenditori per il risarcimento dei danni, ma gli atti che ha compiuto con i terzi sono pienamente validi dal punto di vista giuridico.
• SFRUTTAMENTO DI UNA POSIZIONE DOMINANTE: non essendoci concorrenti, l’impresa mette i prezzi alti.
• CONCENTRAZIONI: sono vietate le fusioni e concentrazioni di imprese che riducono di fatto la concorrenza in quel settore.

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